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    May 30

    Tabagismo, questo arcano


    [La presente è una risposta a un previo commento, inerente a un dibattito sul fumo e sulla discutibilità di tale abitudine. Ho deciso di renderlo un vero e proprio intervento, in primis per la lunghezza spropositata del testo e, in secondo luogo, perché l'argomento può essere passibile di un dibattito ad ampio raggio. Quindi, chiunque volesse contribuire alla discussione è chiaramente invitato a prendervi parte in questa sede.]

    Saluti, cara Claudia.
    Innanzitutto un doveroso ringraziamento per essere passata su questi logori e spogli lidi. Ogni passante è ben accetto qui, sia che mostri assonanze con le mie convinzioni, sia che rechi invece una voce di dissenso. La tua replica quindi è molto gradita e perdipiù allettante, in quanto mi offre lo spunto per approfondire le mie posizioni in materia.
    A tal proposito, anch'io trovo opportuno ai fini della nostra "disputa" un confronto testuale e rigoroso con il tuo ultimo commento, di cui ora riporterò alcuni stralci che meritano una puntuale risposta.

    ["Io non ho mai detto di voler provare qualcosa che non ritengo degna ma non mi creo delle opinioni su ciò su cui io stessa non posso discutere con la dovuta sicurezza e\o certezza.
    Se dovessi mai conoscere un assassino prima di giudicarlo cercherei di capire i motivi che lo hanno spinto a un gesto che si ritiene abominevole!
    Un assassino che uccide per puro gusto, per follia, per denaro etc etc è assolutamente deplorevole e condannabile....ma se un padre uccide magari...colui che ha stuprato e ucciso sua figlia....bhè in quel caso forse potrei anche capirlo...non condividerlo ma capirlo assolutamente si."]

    Dunque, qui ti seguo solo parzialmente.
    Cercherò di farmi capire: se tu asserisci di non voler provare qualcosa che reputi indegno, stai quindi già valutando questo ipotetico atto su un versante morale. Ora, applicando questo stesso principio iniziale alla questione scatenante, mi chiedo: ma se Rafael ritiene altrettanto indegna, corriva e deleteria la pratica del tabacco, perché mai dovrebbe censurare il suo stesso giudizio morale?
     
    Si tratta in primo luogo di una questione etica. Non ci sono possibili scappatoie semantiche.
    Pertanto ribadisco: perché mai si dovrebbe aver bisogno di un'esperienza
    diretta di un atto spregevole per poterne definire la natura lesiva? Non basta forse la propria capacità razionale per determinarne il valore?
    È proprio qui che intravedo la falla principale del tuo discorso, in questa esortazione un po' saccente a fruire di una certa esperienza (in questo caso una deviazione) per poter formulare considerazioni in merito. Magari funziona con la letteratura, con l'arte, con qualsiasi altro ragguardevole prodotto dell'ingegno umano... ma di certo non con una ignobile abitudine, che apporta più danni di quanti piaceri illusori possa mai elargire.

    In merito alla questione dell'assassino, non mi trovi ugualmente concorde: un omicidio è pur sempre un atto esiziale e deprecabile, a prescindere dalle ragioni che ne hanno mosso il compimento.
    Cosa intendi esattamente per "capire" uno scenario come quello da te riportato? Tu affermi che, laddove un padre uccidesse lo stupratore di sua figlia, potresti capirlo ma non condividerlo... quindi, però, consideri in ogni caso deplorevoli i risultati del suo gesto. Dunque, finisci per emettere anche tu un giudizio, assumendo una posizione che prescinde completamente da qualsiasi motivazione contingente che possa corredare la suddetta efferatezza. Lo condanni comunque, scivolando nello stesso dirupo aporetico della tua prima risposta.

    Pertanto, in questa valutazione ambigua, l'ottica da te palesata pecca di inconsistenza e fallacia.

    Quando si tratta di intessere un giudizio di matrice morale (o in questo caso anche solo un semplice riscontro di natura sanitaria, direi), occorre anche fare appello a certi canoni obiettivi, saldi e insindacabili, come è il caso della portata deleteria del tabagismo che persiste in ogni caso nella sua veracità!
    È lo stesso principio: Rafael ha senz'altro capito che tu ed altri proviate gran sollazzo nel consumo di sigarette, tuttavia questo non gli impedisce di esaminare logicamente e razionalmente questa azione. Inoltre, il fatto che non ne abbia fatto mai esperienza in prima persona non solo NON svilisce la validità del suo discorso, ma anzi penso che ne nobiliti ancora di più l'onestà e il rigore.


    ["No scusa....tu hai detto di non conoscermi perciò come fai ad affermare ciò di cui io sono consapevole?!?!?
    Tu che ne sai del motivo che mi spinge a continuare a fumare?!?
    Continuiamo con i luoghi comuni dell'assuefazione da Nicotina??
    Io fumo per il gusto di fumare...non ho mica detto che non sono dalla parte del torto ma io mi chiedo....quanto ritieni sia vera la frase "E' esecrabile pattume che seduce e imbriglia la mente per l'audacia illusoria che traspare dal gesto"?????Io continuo a ripeterti che non ti rendi conto di quanto tu sia assuefatto dai luoghi comuni! Ripeto: Cosa ne sai del perchè ho iniziato...del perchè mi piace? E poi andiamo...un ragazzino di 14 anni inizia per l'audacia del gesto...un sedicenne può avere mille motivi che non voglio e non sto a spiegarti!"]

    Beh, ribadisco di non conoscerti personalmente, sebbene questa nostra vertenza possa magari smentire tale convinzione. Tuttavia questa mancanza è ininfluente ai fini del nostro confronto.
    In primo luogo, l'assuefazione da Nicotina è tutt'altro che un mero luogo comune. È corroborata da ogni genere di studi medici, nonché esaustivamente comprovata dai risultati (nefasti) che questo vincolo compulsivo arreca all'uomo. Di certo non è una mia meschina macchinazione e, finché non mi porti evidenze contrarie di analoga levatura, dubito fortemente che ne riconoscerò l'inattendibilità...

    In seconda istanza, vorrei farti notare che tutti gli eventuali motivi per cui hai iniziato a fumare non hanno alcun impatto sulla deprecabilità del gesto, né sull'effetto di dipendenza che convoglia in sé. È un po' lo stesso principio del discorso sull'omicidio: qualsiasi motivazione si possa addurre NON influisce in alcun modo nel giudizio sull'apporto innegabilmente lesivo che l'atto in questione reca con sé!
    Anche se tu avessi iniziato per onorare un intento nobile (esempio volutamente sperticato), il fumo continua ad essere nocivo e a produrre un'autentica dipendenza.

    Infine, vorrei rivolgerti una provocazione più "teoretica": tu continui ad alludere al piacere del fumo e a questo inebriante sollazzo che sembri attingervi. Ti sei chiesta se sia veramente un'attitudine consapevole? Non sarà che ti convinci inconsciamente di trovare piacere nel fumo solo perché non riesci a smettere? Hai presente l'effetto placebo?
    Ad ogni modo, immagino saprai che l'unico modo veramente sincero e veramente obiettivo per attestare l'assenza di una dipendenza è la cessazione conscia dell'atto che la provoca...
    Bada peraltro che non c'è nemmeno un'orma di luogo comune in questo ragionamento: solamente logica e riscontri sinceri.


    Inoltre, lasciami chiosare, con malcelata e vereconda costernazione, che l'età non conta minimamente in questi frangenti (e non solo in questi).

    Conosco miei coetanei che non sanno collocare nemmeno due parole in croce. Bada che non è un iperbole, quindi se fossi in te non farei mai ricorso a questi fattori così marginali per statuire la maturità di un individuo.
    Inoltre, che il fumo sia un'icona di spavalderia, audacia e (fatua) baldanza, questo è anch'esso un fatto assodato, di certo NON un mio stereotipo coniato per l'occasione.


    ["Ebbene no, non mi pare curioso perchè, se da una parte posso essere una sedicenne inesperta o quello che vuoi tu, dall'altra so perfettamente di cosa parlo e non mi diletto in discorsi senza saperne gli argomenti.
    Se poi tu, ventenne con grande esperienza alle spalle, sai dare risposte più convincenti....bhè sono bene accette ma, come ho già scritto a tuo fratello, non venire a fare il moralista con me...non ce n'è bisogno....
    Quando dico che uno deve tenersi le proprie opinioni è per questo...tanto alla fine tu non cambierai il mio modo di pensare e io non  voglio cambiare il tuo....solo la prossima volta che intendi sparare sentenze....fallo con cognizione di causa."]

    Qui mi deludi soprattutto sul versante del metodo.
    Ricorrere a queste frecciatine acri e stizzose certamente non adduce grande giovamento alla validità della tua risposta.

    Dal canto mio, ti assicuro che non pretendo minimamente di disporre di questa grande esperienza alle spalle, anche perché sinceramente dell'esperienza in questa accezione non saprei che farmene. Anzi, spesso io discorro partendo più da matrici speculative che empiriche. Penso tu abbia travisato le mie intenzioni e probabilmente anche quelle che facevano da cardine all'intervento di Rafael.

    Qui non si tratta di indossare manti da moralista, ma di dare voce semplicemente ai canoni morali della propria coscienza. Non ci vedo nulla di strano o astruso; anzi a me piace molto discutere, confrontarmi e dialogare.
    Il problema è che il dialogo significa anche dissidio, scontro, persuasione, eventuale superamento, a costo persino di cambiare la propria ottica. Il dialogo autentico è intriso di pervicacia, di fervore, di entusiasmo e di onestà. È rischioso per i propri castelli di carta, così pazientemente edificati nel tempo... ma alla fine si rivela SEMPRE proficuo per tutti.

    Invece
    "tenersi le proprie opinioni", come dici tu, equivale a ritirarsi ipocritamente nel proprio cantuccio solingo, evitare qualsiasi iato e qualunque tipo di divergenza con l'altro, tacere nella più buia inerzia della propria grama individualità.
    No, mi dispiace, ma questo non significa affatto essere onesti, né con sé stessi, né con il prossimo... e, a maggior ragione, di certo non è la mentalità adatta per decretare con lucidità e consapevolezza gli eventuali "pregi" di una propria dipendenza.

    Con questo chiudo, data l'ora tarda e la lunghezza spropositata di questo intervento. Spero quantomeno di aver sollevato spunti redditizi per entrambe le parti in contesa.

    Lancio un'ultima nota: se ci si prodiga con così tanto vigore nella denuncia del tabagismo (e altri vizi più o meno gravi di quello), non è mica per sentirsi radiosi ed esibire chissà quale paradigma di virtù. Non stiamo partecipando a un agone di eristica, né rientra tra i miei intenti additare biasimi per rinfocolare qualche sciocca briciola di alterigia.

    Si fa tutto ciò per sincera preoccupazione.

    Lo si fa perché si avverte la mestizia e lo sconcerto di vedere una persona cara che gradualmente si corrode per un atto in fin dei conti così effimero. Ci si schiera in modo così tenace perché si è consapevoli che, in fondo, quella persona cara potrebbe fare decisamente a meno di simili attività.

    In particolare, tu mi sembri una persona acuta e responsabile e credo che potresti guadagnare grande lustro e vera maturità se smettessi di fumare. Per un piccolo piacere opinabile ricaveresti tanti anni virtuosi in più... Mi sembra uno scambio vantaggioso, dopotutto.

    Attendo una tua risposta e, nel frattempo, ti mando sinceri saluti.

     
    May 20

    Rifrazioni di un mondo


    Serata insolita, quella d'oggi...
    Stasera mi sento sospeso tra macerie di pensieri affastellati e tante flebili velleità, piccoli garbugli di desiderio che si avvitano inevitabilmente su sé stessi.
    È un periodo piuttosto arido, costellato di molti torpori e dolenze più o meno manifeste, in cui tutto ciò che realizzo e bramo si dissolve nella susseguente cognizione della vacuità del gesto. L'effimero spodesta lo slancio iniziale, scalpita lungo il sentiero e finisce per azzannare mortalmente l'anelito.

    Sarà per via del fardello esiziale degli esami, l'ombra che di questi tempi aleggia sul capo di ogni studente e che non manca di incidere, in modo più o meno deleterio, sulla dirompente tenacia di questi ultimi. Sarà forse per via della mancanza di stimoli (persino di suggestioni artistiche) che da qualche tempo lamento e che mi trascina verso queste litanie miserevoli. Sarà anche per altre ragioni, più o meno chiare, più o meno limpide o sottese, ma in fondo così perspicue e nitide.
    Forse sarà anche perché sento davvero la necessità di eradicare questo livore, eppure non ci sono valvole che possa allentare, o porti a cui possa attraccare per un lieve ristoro.

    Poste tali premesse, mi prefigo qui l'intenzione di attenuare questi vaghi patimenti (che in realtà vaghi non sono affatto), cogliendo l'occasione per raccogliere la proposta sollevata dal buon Toz e dalla savia Flavia. Si tratta di una sorta di catena che prevede di enumerare 6 dei propri interessi più importanti, per poi elencare in seguito altrettanti destinatari che raccoglieranno a loro volta questo lascito, svelando le proprie predilezioni sui propri rispettivi blog. Mi sembra grazioso.

    Ecco le regole (che purtroppo sono 5 e non 6, peccato per la mancanza):

    1 - Indicare il Blog che vi ha nominato e linkarlo.
    2 - Inserire le regole di svolgimento.
    3 - Scrivere sei cose che vi piace fare.
    4 - Nominare altre sei persone che proseguano la catena.
    5 - Lasciare un commento sul blog dei sei bloggers prescelti.

    Di seguito riporto le mie preferenze:

    1 - Mi piace molto scrivere, sin dall'infanzia più acerba, in cui mi inerpicavo a stento tra gli angusti viottoli della sintassi. Per quanto abbia sempre nutrito una viscerale inclinazione verso la stesura di testi personali, non mi sono mai dedicato con vera solerzia alla redazione di un racconto, compendio poetico o romanzo che dir si voglia. Almeno fino ad ora.

    2 - Gradisco molto disegnare, persino da prima che sorgesse in me la propensione per la scrittura. Purtroppo, non disponendo di mezzi per trasferire in rete le parche raffigurazioni che ogni tanto mi capita di cesellare, mi è capitato raramente di divulgarne gli esiti. È da notare che questa passione costituisce davvero un interesse focale per me. Da piccolo mi divertivo a colmare quaderni su quaderni di fumetti ideati, vergati e sceneggiati dal sottoscritto. Con il tempo questa consuetudine è andata attenuando la sua portata, però tuttora non faccio che oberare fascicoli e appunti di bozze più o meno sensate. Spero al più presto di poter mostrare qualcuno degli scorci più meritori su questo blog.

    3 - Come citato su più fronti e a più riprese, tanto da destare asfissia nei miei (esigui) lettori, apprezzo i videogiochi, in quasi tutte le diramazioni dell'ambito e su quasi tutte le piattaforme. Oltre a giocare in prima persona e quindi fruire attivamente dei moltissimi titoli che considero alla stregua di opere d'arte, mi occupo di recensire occasionalmente le opere più intriganti; inoltre mi interesso della "dorsale estetica", del versante stilistico e della cultura formale che sottende a questo mirabile comparto dell'intrattenimento elettronico.

    4 - Per quanto quest'aspetto possa ritenersi a buon diritto correlato al 2, trovo che meriti una trattazione distinta. Seguo e studio con particolare fervore ed entusiasmo il cinema d'animazione; in questa dicitura convoglio sia la vivida predilezione per i prodotti seriali del genere (anche se con tutta sincerità sono particolarmente austero e selettivo in merito), sia la smodata e partecipe ammirazione per alcune pellicole cinematografiche (e alcuni autori) di particolare levatura: celebri e meravigliosi sono i film di Hayao Miyazaki, ma anche, volendo citare un esempio che valichi le soglie nipponiche, le prime strepitose opere di Don Bluth, che riguardo sempre con diletto e commozione.

    5 - Mi piace infine comporre musica, benché non sappia se queste modiche nenie che intaglio meritino questa nomina così altisonante. In fondo, si tratta sempre e comunque di disvelamenti della propria nivea interiorità: sprazzi di individualità trasfigurati sotto l'egida di un canone universale. Insomma, è pur sempre semplice comunicazione, a mio avviso. Quel che è certo, però, è che cerco di prodigarmici con acribia e rigore, infondendo nelle mie creazioni quei contenuti e quelle suggestioni che attingo dalla mondanità e che non saprei veicolare in altro modo. Per quanto afferisce al fronte musicale, chiaramente mi piace anche ascoltare: i miei gusti in merito godono fortunatamente di ampio respiro, distendendosi lungo un lavacro che accorpa al suo interno le imponenti sonorità del retaggio classico e, allo stesso tempo, le stuzzicanti contaminazioni dei generi più moderni.

    6 - Infine, lascio in calce a questo lapidario elenco una propensione che, per molti versi, ne sancisce l'ideale corollario e, al contempo, l'apice più saliente: trovo gradevole, rasserenante e terapeutico trascorrere il tempo in compagnia di persone care. Sembrerà banale o corrivo, ma in questi tempi di spoglio e smaccato egocentrismo, sono ancora persuaso dell'idea che la compagnia delle persone più gradite, quelle mosse da sodalizi autentici, sia assolutamente lenitiva e irrinunciabile. D'altronde, qualsiasi attività (anche la più risibile) si adorna di una nuova veste aurea e limpida, se svolta in compagnia di chi sa elargirti, con la "nobile amenità" dei propri gesti, un barlume di serenità. Spero, se non altro, di non essere il solo ormai ad appigliarmi a tale convinzione...

    Bene, esaurita la pingue torma di illazioni personali, vi lascio indicando i doverosi eredi di questo sfiancante impegno: ora come ora designo Holy, Hellsong, Riccardo, Valentina, Rafael e Phyllus.

    À suivre...

    May 04

    Your promises are like frail seeds among the ocean


    Your promises are like frail seeds among the ocean.
    They swell and wash away, immediately reminding
    the spark that once you wore - and all the old emotions
    which lie ahead dispersed, to much of my dismay.

    Goodbye to lands you crossed, the very paths you cruised
    the lonesome tide you rode, the crimson fire you set...
    They live as though eternal in my contempted head
    but you did sail away, your mind no wounds will bear.

    Words and eyes that wither, along the passing seas
    The trace you left is fading, your breath has left the tide
    but what will never leave me is hatred and disdain.

    So leave on forth and I will keep your promises.
    You'll tread upon the scorched, among the lost that lied.
    But please do not return and drown my soul again.

    (Componimento originale di mia stesura)